Dirigente Amministrativo

Isacco Bertè 5ªD 18 anniIsacco Bertè

Presentati!

Mi chiamo Isacco e sono uno studente della 5ªD, scientifico tradizionale. Posso dirmi decisamente molto orgoglioso e soddisfatto di aver scelto il “Marconi”.

Come ti descriveresti?

Sono molto estroverso e amo far divertire le persone il più possibile.

Perché hai deciso di candidarti come rappresentante d’istituto?

Da sempre, ho idealizzato la figura del rappresentante d’istituto come una persona in grado di dare il buon esempio, dando vita ad un senso di appartenenza maggiore all’interno della propria scuola. Fin da piccolo sono rimasto, infatti, molto affascinato dai racconti di mio padre, che è stato rappresentante d’istituto al “Romagnosi”.

Uno dei miei propositi per quest’anno era, certamente, l’incentivare tematiche di spessore, al fine di stimolare il dialogo e il dibattito tra noi ragazzi.

 

A proposito di dibattito, perché hai scelto di citare proprio Gramsci (“odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”)?

La sua è sicuramente una sentenza lapidaria, che dovrebbe suscitare una reazione da parte di ognuno di noi, siccome non si tratta di una semplice critica, bensì una chiara incitazione a prendere posizione. Ad oggi, credo proprio che ciò dovrebbe riflettere il modo di ragionare di tutti all’interno di una società.

Quali sono, secondo te, un pregio ed un difetto del “Marconi”?

Il pregio maggiore è, sicuramente, la figura centrale dello studente. Purtroppo, però, spesso, questa caratteristica non viene sfruttata appieno.

Per quanto riguarda il difetto, invece, parlerei, senza alcun dubbio, della difficoltà nel gestire il numero sempre maggiore di distaccamenti.

Hai qualche consiglio da dare ai Marconiani?

Si, consiglierei, innanzitutto, di apprezzare il più possibile gli aspetti positivi della nostra scuola.

In primis è, però, fondamentale stimolare la curiosità, avere tante idee e pensare in grande.

Quali credi che siano le principali caratteristiche che un rappresentante d’istituto debba avere?

Senso di iniziativa, capacità di coinvolgimento, tante idee, carisma e capacità di mediazione.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Sicuramente, mi piace molto tenermi informato, ma un’altra mia grande passione è la cucina.

Inoltre, sono uno scout e faccio parte dell’Assistenza Pubblica.

Riccardo Casali 3°VRiccardo Casali

Parlaci di te!

Mi chiamo Riccardo Casali e frequento la 3°V, Scienze applicate, e, oltre a frequentare il Liceo, suono diversi strumenti musicali, quali il pianoforte, la chitarra e la tromba.

Come descriveresti il tuo carattere?

Sono sicuramente un ragazzo tranquillo e solare, ma talvolta anche lunatico: mi innervosisco facilmente e, quando mi arrabbio, non parlo con nessuno, ma, ciononostante, cerco sempre di fare lo spiritoso per tirare su il morale ai miei amici.

Quando hai iniziato a dedicarti alla musica?

Ho sempre avuto una grande passione per la musica; ho iniziato quando ero in prima media, quindi all'età di 11 anni. Mi sono formato autonomamente, pertanto mi piace definirmi un autodidatta!

Molto spesso, mi esibisco durante numerosi eventi popolari a Sissa, suonando pezzi generalmente jazz con la tromba. Mi esercito principalmente a casa, dove suono anche la chitarra e il pianoforte. Penso che la musica sia un ottimo modo per rilassarsi e distrarsi un po’, oltre che un grandissimo aiuto per comprendersi ed esprimersi al meglio, soprattutto per quanto riguarda noi ragazzi. È proprio per questo motivo che la consiglierei a tutti.

Purtroppo, però, non credo che intraprenderei una carriera musicale: preferisco continuare a suonare autonomamente, nel tempo libero. Spesso, infatti, è davvero molto difficile sfondare nel mondo della musica e preferirei che quella dimensione introspettiva che tanto mi piace non fosse messa in secondo piano.

Dunque, vorrei davvero che gli altri capiscano che una passione non deve necessariamente diventare una professione, anzi, ritengo che sia più importante conservare i benefici che essa ci dà a livello emotivo.

Quali sono le tue fonti di ispirazione nella musica?

Non ho una fonte di ispirazione principale, però, per quanto riguarda il pianoforte, mi piace molto Ludovico Einaudi.

Di solito, però, ascolto soprattutto Offset, Sfera Ebbasta e Dan Lewis, alcuni dei miei artisti preferiti.

Oltre allo studio e alla musica, cosa fai nel tempo libero?

Oltre a suonare e produrre, durante la settimana gioco a calcio a Felino, allenandomi 3 giorni su 7.

Guardo anche alcune serie tv, come ad esempio Vikings e Stranger Things. Le trovo davvero molto interessanti!

Ora, dicci qualcosa di più personale. Come dovrebbe essere la tua ragazza ideale?

Questa è una domanda un po' difficile… Onestamente non saprei, ma dovrebbe essere estroversa e socievole. Non attribuisco molta importanza a caratteristiche come, ad esempio, il colore dei capelli: non è l'essere bionda o mora a fare la differenza.

Durante un'uscita, dove porteresti la tua ragazza?

Attualmente non sono fidanzato, ma se dovessi uscire con una ragazza credo che la porterei in Cittadella oppure in centro città, per passare un po’ di tempo insieme.

Qual è la figuraccia più brutta che hai fatto?

Credo che la figuraccia peggiore di tutta la mia vita sia stata circa un anno fa. Ero uscito con la mia ragazza per fare un giro, ma, mentre eravamo insieme, abbiamo incontrato mia nonna. Si è fermata e ha iniziato a parlarci e a fare domande, non la smetteva più… è stata una situazione molto imbarazzante!

Infine, cosa pensi di fare nel futuro?

Finito il Liceo, mi iscriverò all'Università, dove studierò ingegneria meccanica o informatica. La mia materia preferita è, infatti, fisica, quindi mi piacerebbe continuare un percorso che contenga questa disciplina.

Hypnoshiver Vittorio Menozzi 5ªD Pietro Niccoli 4ªT Alessandro Pelosi 2ªQHypnoshiver – intervista

  • Vittorio Menozzi 5ªD
  • Pietro Niccoli 4ªT
  • Alessandro Pelosi 2ªQ

Come vi siete conosciuti?

V: Ci siamo conosciuti in momenti diversi, incontrandoci per caso.

Io ho conosciuto prima Alessandro, poi Pietro. 

In seguito, abbiamo formato un gruppo, ma è successo tutto per caso.

Da dove deriva il nome del gruppo?

V: Il nome è stata una delle decisioni più difficili.

Abbiamo cercato online e sui vocabolari ma, alla fine, la scelta è stata puramente casuale.
Il nome “Hypnoshiver” è stato proposto da me ed è piaciuto sia a Pietro che ad Alessandro, quindi abbiamo tenuto questo.

Che genere di musica fate?
V: Produciamo vari tipi di musica elettronica.

Il bello degli artisti che lavorano in questo campo è, infatti, poter creare nuovi sottogeneri musicali l’uno diverso dall’altro.

A: Il nostro obbiettivo è quello di creare un genere nostro, un suono diverso da quelli che ci sono adesso in commercio.

A proposito di ciò, cosa ne pensate della cosiddetta “musica commerciale”?

V: Secondo me, il termine “commerciale”, riferito alla musica, è molto abusato. Spesso la gente utilizza quest’espressione per indicare qualsiasi cosa.

L’aggettivo “commerciale” indica, in realtà, un determinato tipo di musica che viene ascoltato molto, e, di conseguenza, assume una posizione di rilievo nel commercio.

Ciò che è commerciale è ciò che la gente vuole sentire.
Esistono varie tipologie di musica commerciale, soprattutto in base al genere, poiché ci sono semplicemente canzoni più richieste di altre ed è questo che significa realmente essere commerciale.

Suonate in qualche locale?

V: Non ancora. Al momento pensiamo principalmente alla produzione.

Come lavorate solitamente?

A: Il lato positivo dell’essere in tre è riuscire a dividersi in modo più semplice il lavoro. Lavoriamo a casa, in proprio, e, quando ci incontriamo, confrontiamo le diverse idee.
All’interno del gruppo, ognuno di noi ha una data capacità che prevale e grazie alla quale lavora meglio.

V: Di solito, io sono il primo ad avere in testa un’idea diversa ogni giorno.

Alessandro, invece, è il nostro informatico: è molto pratico di computer, database, programmi, social…

Ad ogni modo, tentiamo sempre di lavorare insieme.

È bello poter contare l’uno sull’altro e, a mio avviso, essere in tre è davvero una marcia in più da un punto di vista organizzativo, soprattutto se tutti hanno molta voglia di fare.

Avete già in mente qualche nuovo progetto?

V: Stiamo lavorando su alcune canzoni di diversi generi.

I generi che ci piacciono di più sono “Bass House”, “Bounce” e “psy-trance”.

A: Cerchiamo sempre di differenziare le tracce, ogni canzone che produciamo ha delle dinamiche proprie e molto diverse dalle altre.

Chi è il vostro artista preferito?

P: Personalmente non ne ho davvero uno preferito. Mi piace spaziare, ascoltando vari artisti.

A: Il mio è Martin Garrix. Lo apprezzo molto dal punto di vista personale, perché tutto ciò che ha fatto lo ha fatto da solo e vederlo ora nelle classifiche mondiali è ammirevole.

V: Il mio, invece, è Skrillex. Per quanto riguarda la creatività musicale, per me, è uno dei dj con più potenziale.

È sicuramente una grande fonte d'ispirazione.

Come vi descrivereste?  

P: Io mi reputo una persona abbastanza timida a primo impatto, però col passare del tempo riesco ad aprirmi abbastanza.

A: Personalmente mi definirei molto solare, positivo e determinato. Cerco sempre di tirare su il morale a tutti!

V: Io mi ritengo molto ambizioso e, a volte, anche un po’ troppo positivo.
Sono costantemente alla ricerca dell’equilibrio, nonostante possa risultare complicato gestire tutto: il proprio tempo, le proprie passioni…
Per quanto riguarda i ragazzi, Alessandro è molto serio e riesce sempre ad essere un punto di riferimento, essendo molto competente e ambizioso.

Pietro, invece, è veramente una brava persona ed ha una creatività infinita, soprattutto nella selezione delle canzoni, nel mixaggio, nella tecnica… ha anche molta voglia di fare!

Posso dire che siamo complementari: ad ognuno di noi manca qualcosa e, per riempire questa mancanza, ci affidiamo agli altri.

P: Devo dire che con i ragazzi mi sono trovato subito benissimo! Sono sempre disponibili, gentili ed educati nei miei confronti.

V: Quando si fa parte di un gruppo, si deve sempre fare un passo verso gli altri: non ci si impone mai, ma si collabora.

 Come dovrebbe essere la vostra “ragazza ideale”?

A: Innanzitutto, dovrebbe essere in grado di tenermi testa. Ho un carattere non molto facile da amare, soprattutto perché cerco sempre di prendere in mano la situazione, dunque, una persona che sappia stare al mio passo e che sia in grado di sostenermi, mi motiva sicuramente di più.

È importante che condivida più o meno le mie stesse passioni, che le ami viaggiare e, certamente, che non sia troppo gelosa…

P: Di solito mi piacciono le ragazze solari, con un bel modo di fare e che mi sappiano tenere testa. Dovremmo avere almeno qualche passione in comune ed anche io preferirei che le piacesse viaggiare.

V: Io ho un carattere abbastanza impegnativo: mi piace scherzare, provocare… quindi la mia ragazza ideale dovrebbe avere molta grinta e voglia di fare, capire che anche nel tempo da dedicare l’uno all’altro ci vuole un certo equilibrio, ma, ovviamente, il fatto di non essere costantemente insieme non significa che non le voglia bene o che non ci tenga.

Dal mio punto di vista, una ragazza in grado di farmi sentire vivo è la ragazza giusta.

È importante che sia una sicurezza dal punto di vista emotivo, ossia una persona con cui potermi confrontare.

Di base, però, due caratteristiche fondamentali devono essere l’aggressività e la personalità.

Oltre alla musica, cosa vi piace fare nel tempo libero?

V: Nel tempo libero faccio beach volley. Mi alleno dalle due alle tre volte a settimana ed ora devo preparare i campionati italiani per quest’estate. È davvero una bella esperienza, perché fare sport è molto formativo, ti dà grinta e determinazione.
Inoltre, leggo parecchio, mentre il resto del tempo lo dedico tutto alla scuola.

P: Non ho moltissimo tempo libero, però, quando ne ho un po’, mi piace andare in palestra o uscire il sabato con gli amici per passare delle belle serate in compagnia.

A: Come sport, io ho sempre praticato karatè.

Trovo che aiuti molto a capire quello che sei veramente, cosa vuoi fare, gli obbiettivi che vuoi raggiungere, le capacità che hai.

Inoltre, riesci a capire meglio anche chi hai di fronte, non solo a livello di scontro, ma a livello di vita.
Per il resto, passo molto tempo informandomi, per avere una visione generale su tutti i campi. Gran parte della giornata, infatti, la passo al computer e, quando non studio, mi piace uscire, anche ascoltando musica, in cerca d’ispirazione.

Giulio Riccò 5ªS (scienze applicate)Giulio Riccò

18 anni

Presentati!

Mi chiamo Giulio Riccò e sono uno studente della 5ªS, scienze applicate, ma, oltre al “Marconi” frequento anche il Conservatorio, dove studio canto lirico.

Come ti descriveresti?

Sono sicuramente molto amichevole ed estroverso, mi piace socializzare con le persone!

Quando e come hai deciso di iniziare a frequentare il conservatorio?

Ho iniziato tre anni fa, quindi all’età di 15 anni, dopo aver passato l’esame come terzo su trenta e primo tra gli uomini.

Da piccolo, amavo molto i cartoni, quindi mia mamma, sentendomeli cantare, decise di farmi conoscere un coro di bambini. Entrai a farne parte e, grazie ad una collaborazione tra questo coro e il Teatro Regio, ho conosciuto l’opera, per poi decidere subito dopo di continuare con essa.

Quante volte a settimana studi al Conservatorio?

Le lezioni di canto ci sono una volta a settimana, mentre quelle di solfeggio due volte. Inoltre, ci sono anche i recuperi e i potenziamenti, quindi alla fine ho lezione praticamente tutti i pomeriggi e, a volte, anche la mattina, per questo qualche volta mi capita di dover saltare scuola.

Quando ti esibisci?

Quest’anno sono già tredici date, da aggiungere a quelle di aprile!

Il primo anno, quando iniziai a studiare, mi avevano già chiamato a Londra per esibirmi da solista nella Cattedrale di San Paolo e quello è stato davvero uno dei miei primi concerti seri.

Inoltre, da due anni ormai, mi esibisco al Festival Verdi al Teatro Regio e, ad Aprile, sarò all’Auditorium Paganini.

Qual è stato il tuo concerto preferito?

In realtà... tutti!

Se dovessi proprio sceglierne uno, però, sceglierei sicuramente quello a Londra.

Il concerto era stato organizzato da una comunità parmigiana trasferitasi lì negli anni Ottanta e per l’anniversario avevano deciso di ingaggiare un coro e me come solista.

Lo spettacolo più bello a cui hai assistito invece?

“Il Barbiere di Siviglia”, a cui ho assistito da bambino!

Continuerai a studiare musica dopo il “Marconi”?

Si, certamente!

Continuerò sicuramente con la lirica a livello professionale.

Oltre alla lirica, che tipo di musica ascolti?

Un po’ di tutto!

Di solito, quando si pensa ad un ragazzo che canta lirica, si tende a stereotiparlo molto.. a me, invece, piace ascoltare tutto: la trap, il rap, il raggaeton...

Come viene vista, secondo te, la musica classica dai ragazzi della nostra età?

Solitamente, viene sottovalutata tantissimo e si tende a giudicare chi se ne occupa come un tipo abbastanza “strano”. In realtà, invece, dipende solamente dalla predisposizione della voce che una persona può avere.

Personalmente, inoltre, quest’esperienza mi ha formato davvero molto.

Cosa ne pensi, invece, del rapporto che i ragazzi hanno con il mondo del teatro?

Secondo me, sarebbe molto utile che i ragazzi venissero a contatto più spesso col mondo del teatro, perché è una vera e propria riscoperta personale, che aiuta a formarsi al meglio e a crescere con degli ideali solidi.

A livello personale, il teatro mi ha anche dato la possibilità di riflettere sulle piccole cose e ad emozionarmi di più per ciò che spesso viene dato per scontato.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Generalmente, passo del tempo con la mia ragazza oppure vado a vedere le partite del Parma, di cui sono un grande tifoso!

Emanuele Miceli 5ªS (scienze applicate)Emanule Miceli

18 anni

Parlaci un po’ di te

Mi chiamo Emanuele Miceli e ho 18 anni, vado verso i 19. Faccio la 5ªS scienze applicate, quindi quest’anno dovrò anche affrontare l’Esame di Stato.

Come ti descriveresti?

Innanzitutto, sono un ragazzo solare e tendo a scherzare molto. Non sono per niente timido, infatti, solitamente riesco ad entrare subito in confidenza con le persone.

Perché hai scelto questa scuola?

Onestamente, ho preferito le Scienze applicate, che allora erano appena entrate in vigore al “Marconi”, per evitare il latino. Ad oggi, però, se potessi tornare indietro, molto probabilmente sceglierei lo scientifico tradizionale, perché credo che informatica sia meno utile rispetto al latino.

Che sport pratichi?

Pratico calcio da quando avevo 7 anni, ossia da 11 anni.

Attualmente gioco nella Juniores Nazionale del Lentigione, che io ritengo essere una delle squadre più importanti della zona, subito dopo il Parma Calcio, come difensore esterno e centrale.

Perché hai scelto proprio il calcio?

Da piccolo ho provato tanti sport, ad esempio judo e nuoto, ma, in seconda elementare, ho deciso di iniziare a praticare calcio, perché molti dei miei amici lo facevano già ed anche io mi sono trovato subito molto bene.

Hai iniziato a giocare fin da subito nel Lentigione?

No, in realtà il Lentigione non comprende anche il settore giovanile e, inoltre, richiede la capacità di mantenere costantemente i ritmi alti.

Come riesci a conciliare il calcio con lo studio?

Mi alleno tre o quattro volte a settimana. Gli allenamenti iniziano alle 15 e torno a casa alle 18,30.

Quando rientro, generalmente, sono sempre molto stanco, quindi spesso risulta difficile trovare la concentrazione necessaria per studiare. Per quanto mi riguarda, infatti, è molto importante prestare attenzione in classe durante le lezioni, per poi dedicarmi totalmente allo studio nei giorni in cui non mi alleno.

Cosa rappresenta per te questo sport?

Per me, il calcio rappresenta la mia principale valvola di sfogo e ritengo che, nonostante a volte possa risultare molto impegnativo, sia davvero utile per sfruttare al meglio le proprie energie.

Inoltre, quest’anno, sono anche il capitano della squadra e posso sicuramente dire che quest’esperienza si sta rivelando alquanto formativa, in quanto richiede buone capacità di comunicazione all’interno del gruppo, ma comporta anche grandi responsabilità.

Lo porteresti avanti anche a livello professionale?

No, in realtà, nel calcio, riuscire a sfondare è sempre molto complicato, quindi per me la scuola è attualmente al primo posto.

Il calcio resta, però, una grandissima fonte di soddisfazione ed, eventualmente, anche di guadagno.

Parlando di università, invece, hai già pensato agli studi che vorresti intraprendere?

Si, io ho sempre voluto studiare medicina.

Vista la difficoltà del test d’ingresso, però, il primo anno, opterei per la facoltà di biotecnologie, in modo tale da avere qualche esame in comune e passare, così, a medicina l’anno successivo.

Che squadra tifi?

Assolutamente Parma!

Come dovrebbe essere la tua ragazza ideale?

A dire il vero, non ho particolari canoni estetici, ma dovrebbe, sicuramente, essere in grado di tenermi testa.

Raccontaci una figuraccia!

Per quanto riguarda le figuracce.. devo essere onesto, spesso riesco ad evitarle, per fortuna!

Che tipo di musica ascolti?

Mi piace ascoltare molti generi diversi, ma al momento preferisco la musica Trap.

Come descriveresti la tua esperienza al “Marconi”?

Durante i cinque anni al “Marconi” mi sono trovato davvero molto bene, avendo instaurato dei buoni rapporti un po’ con tutti i ragazzi, soprattutto con alcuni, con cui ho legato tantissimo.

Inoltre, ho anche avuto la grande fortuna di incontrare dei bravi insegnanti e, negli anni, ho sicuramente appreso un metodo di studio sempre più efficace.

Liceo Scientifico "Guglielmo Marconi" di Parma - Erasmus +

Liceo Marconi di Parma - DELE

Liceo Scientifico "Guglielmo Marconi" di Parma - SIELE

Liceo Scientifico "Guglielmo Marconi" di Parma - DELF

Liceo Scientifico "Guglielmo Marconi" di Parma - Cambridge Qualifications

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