L'alternanza scuola-lavoro a Bruxelles

PROGETTO “WE ARE EUROPE”

bruxellesDal 14 aprile al 4 maggio 2019, un gruppo di quindici studenti di terza e quarta del Liceo scientifico e linguistico “G. Marconi” ha partecipato a un soggiorno a Bruxelles nell’ambito di un progetto interamente finanziato con fondi PON. Accompagnati da due docenti della scuola, il progetto era finalizzato alla conoscenza delle istituzioni europee e del funzionamento dell’Unione Europea, attraverso ingressi ufficiali nelle principali istituzioni politiche, lezioni impartite interamente in lingua inglese dai tutors che ci hanno seguito e presentazioni individuali e di gruppo, sempre in inglese. In particolare, la nostra esperienza è stata incentrata attorno a quattro aspetti-chiave: produzione e presentazione dei nostri elaborati in ufficio, visite istituzionali, escursioni nei fine settimana e il tempo libero a Bruxelles.

UFFICIO

Abbiamo svolto gran parte del nostro lavoro presso l’ufficio di “BXL Europe” in “Rue de la Science” o l’”Infopoint Europa” in “Rue de la Loi”. Il lavoro è stato suddiviso in tre parti principali:

  • TEST: il primo giorno ci sono stati proposti dei questionari su differenti temi relativi alla struttura dell’UE, al suo funzionamento, e al modo in cui influenza la vita dei cittadini dei singoli stati e quali ideali persegue;
  • PRESENTAZIONI: la maggior parte della nostra attività d’ufficio è stata impiegata per realizzare delle presentazioni PowerPoint; la prima, che serviva a presentarsi al gruppo, doveva contenere in 15 slides informative su chi fossimo, le nostre passioni, la nostra famiglia, le nostre ambizioni e convinzioni; la seconda, un lavoro di gruppo, era la presentazione di un’istituzione dell’UE; la terza era un riassunto delle tre settimane sotto forma di diario di bordo. Tutte e tre le presentazioni sono state scritte in inglese e presentate direttamente in ufficio il giorno successivo alla loro realizzazione;
  • LEZIONI: una parte dell’attività consisteva in lezioni riguardanti tematiche di vario genere: generalmente tali attività venivano svolte preso le istituzioni che visitavamo, eccetto due lezioni: una riguardante il funzionamento e la struttura dell’UE (Consiglio Europeo, Commissione Europea, Parlamento Europeo, Consiglio dell’Unione Europea, organi consultivi quali CDR, CESE e agenzie come EACEA e SEAE) e un’altra sull’evoluzione della Brexit, dalla sua nascita fino ad oggi (referendum indetto da Cameron, campagne populiste, vittoria di Nigel Farage e situazione attuale del piano del Primo Ministro Theresa May).

 

VISITE ISTITUZIONALI

Sempre durante la settimana, nei giorni feriali dunque, oltre alla parte di lavoro individuale e di gruppo in ufficio, molto spazio è stato dedicato agli ingressi ufficiali nel cuore delle principali istituzioni politiche europee, agenzie e musei ad esse connesse. In particolare abbiamo visitato il Consiglio dell’Unione Europea, il Parlamento Europeo, la Commissione Europea, l’agenzia del SEAE (Servizio di Azione Esterna, ovvero una sorta di ministero degli affari esteri e cooperazione internazionale a livello europeo), l’EACEA (agenzia dell’Unione Europea che si occupa di programmi culturali quali l’ERASMUS), i due comitati, economico-sociale e delle regioni (rispettivamente CESE e CDR), con funzione consultiva da parte della Commissione, e infine la delegazione ufficiale a Bruxelles della regione Emilia-Romagna. Prima però di questi ingressi istituzionali, proprio per farci un’idea migliore del loro funzionamento, abbiamo visitato il museo associato al Parlamento Europeo (il “Parlamentarium”) e la Casa della Storia dell’Unione Europea, un vero e proprio archivio storico dell’Unione e di tutto il continente europeo in senso lato. Ad ogni visita la prassi era sempre la stessa: massima professionalità, puntualità, abiti istituzionali, cartellino identificativo, foto istituzionali, bicchiere d’acqua durante la presentazione come i veri politici e domande finali al funzionario presente per aprire il dibattito conclusivo. La prima visita ufficiale è stata al Consiglio dell’Unione Europea, che è stato riconosciuto un’istituzione politica nel 2009 dal Trattato di Lisbona. Il palazzo si trova nella trafficatissima “Rue de la Loi”, all’interno del Quartiere Europeo, di fronte al palazzo della Commissione (il “Berlaymont Palace”) e di fianco a quello del Consiglio europeo. Non ci sembra vero di entrare in uno dei palazzi che fanno vedere sempre al Telegiornale durante i “summit” tra i politici. L’interno è immenso: veniamo condotti in una delle sale-riunioni dei politici, dove assistiamo alla presentazione e partecipiamo al dibattito finale. Ci viene spiegata la sua funzione: questo consiglio è la riunione dei ministri competenti per ambito di ciascun paese membro. Dopo questo ingresso, di cui in realtà non avevamo grandi aspettative perché era il primo e non conoscevamo molto in merito, non potevamo che essere carichi e curiosi per quelli successivi: in particolare è stata unica e indescrivibile la sensazione entrando provata entrando nell’emiciclo del Parlamento Europeo, organo che ha potere di codecisione sull’adozione di una legge insieme al Consiglio dell’Unione Europea. Foto istituzionale immancabile! La settimana si conclude con gli ingressi al Servizio di Azione Esterna (SAE) e alla delegazione dell’Emilia-Romagna, dove abbiamo modo di dibattere della situazione “locale” della nostra regione rispetto all’UE. La settimana successiva è ancora più intensa: si parte con la Commissione, l’organo legislativo dell’UE, poi arriva l’EACEA e i due comitati consultivi per chiudere in bellezza. Ascoltiamo, facciamo domande e dibattiamo: all’EACEA i rappresentanti ci trovano molto preparati: è l’agenzia che si occupa di programmi culturali per giovani tra cui l’ERASMUS. Non possiamo non intervenire e raccontare la nostra esperienza dello scorso anno in Francia, fatta proprio nell’ambito del progetto ERASMUS + “D’une mémoire à l’autre”. Il pomeriggio si rientra con i piedi gonfi di felicità che strisciano ormai sui cubetti di porfido. Un’opportunità davvero unica e straordinaria offerta direttamente dall’Unione Europea! Nonostante tutto, il male non si sente: la sera siamo già pronti per uscire e abbiamo pure organizzato le escursioni per il fine settimana.

ESCURSIONI

Un altro aspetto indimenticabile di quest’esperienza sono state le escursioni che abbiamo organizzato: Amsterdam, Anversa, Bruges e Gand. Si comincia il lunedì di Pasquetta con la visita nella magnifica capitale olandese. La campagna circostante è un brulicare di mulini e tulipani in fiore. La città è chiamata la “Venezia del Nord” insieme a Bruges per via dei loro canali, entrambi patrimonio mondiale dell’UNESCO. Si respira aria di primavera, il tempo è spettacolare. In centro si muovono tutti in bicicletta o in tram: le automobili sono pochissime. Impossibile entrare al museo di Van Gogh o alla casa di Anna Frank: tutto esaurito. Ci accontentiamo di un giro per il bellissimo centro cittadino, l’ingresso alla casa-museo di Rembrandt (solo un gruppetto di noi), pizza in uno dei tanti ristoranti italiani, birra e per finire un buon gelato! Il sabato successivo tutti ad Anversa: non piove e a tratti spunta pure il sole. Stavolta però il vento nordico non perdona! I musei sono per noi una valida soluzione come riparo dal freddo: alcuni salgono sulla torre del porto, altri optano per il centro storico con la celebre “Grand Place”, la fontana monumentale, la cattedrale e “street art” ovunque. Chiusura in bellezza con la casa-museo di Rubens e acquisti nei negozi delle vie centrali! Ritorniamo stravolti ma la stanchezza viene subito smaltita: è sabato sera e il ristorante ci aspetta. Arriva l’ultima settimana e il primo maggio è l’ultima occasione per organizzare una mega-gita: si parte al mattino presto alla volta di Bruges, l’altra “Venezia del Nord”. Il tempo sembra essere clemente ancora una volta. La nostra avventura comincia con il perdersi nei meandri del centro storico, tra chiese, piazze e musei di questa perla delle Fiandre settentrionali. Il viaggio ci impegna tutta la mattinata: si corre per comprare dei souvenirs, entrare nei musei e nelle chiese. Capitiamo anche nel bel mezzo di un corteo di lavoratori nel cuore della piazza centrale. Non possiamo farci mancare una splendida “full-immersion” nei capolavori dell’arte fiamminga: Van Eyck, Rubens, Memling, i musei sono un tesoro di arte locale. Ma in mezzo a tanta bellezza c’è anche una “perla” italiana: la Madonna di Michelangelo nella cattedrale di S. Michele. Usciti dai musei, è ora di pranzo e il tempo stringe, troviamo un locale tipico del posto che ci sembra un ottimo luogo per ripararci dal freddo e rifocillarci. Pranzo a 5 stelle! Prima di ripartire ultimo giro per i magnifici canali della città. Di corsa saliamo sul primo treno che passa: prossima sosta a Gand! Il tempo è poco ma la voglia di vedere nuovi posti è tanta, e c’è pure il sole! Gand è un’altra splendida città fiamminga, tutti sono in centro seduti ai tavolini dei bar o dei ristoranti. In piazza c’è il tradizionale concerto del Primo Maggio. Sfruttiamo il poco tempo a disposizione per uno spuntino a base delle ormai immancabili patatine fritte e per girare nei luoghi più suggestivi e lungo i canali della città. Arriva l’ora del rientro a Bruxelles, nessuno vorrebbe rientrare. Forse dopo una giornata così un po’ di stanchezza si fa sentire, ma preferiamo non pensarci. Magari più che stanchezza è la tristezza che piano piano comincia ad insediarsi dentro di noi perché tutto sta per finire. Meglio davvero fare finta di niente e goderci i prossimi giorni a Bruxelles!

TEMPO LIBERO A BRUXELLES

La capitale è piena di attrazioni facilmente raggiungibili e visitabili, a cominciare dai numerosi musei sparsi per il centro città. Uno dei più importanti è sicuramente il museo dedicato al pittore surrealista René Magritte, non lontano dal centro storico e situato in uno dei luoghi simbolo di Bruxelles, il “Mont des Arts”, una zona davvero suggestiva e ricca di “Street Art” vicino al vecchio Palazzo Reale, che unisce la parte bassa del centro città con la parte alta dove si trovano quasi tutti i musei. Questo museo in particolare è sviluppato su tre piani e contiene buona parte delle opere più importanti del pittore. A poca distanza, il Museo del Fumetto guida i turisti alla scoperta dei personaggi più iconici della tradizione belga, come Tintin e Lucky Luke: impossibile non perdersi nel marasma di immagini e colori di questo bellissimo museo in stile Liberty. Tra i musei più forniti del Belgio c’è sicuramente l’”Oldmasters Museum”, il museo nazionale belga di belle arti, disposto su otto piani sotterranei con alcune delle più importanti opere pittoriche degli ultimi seicento anni provenienti da tutta Europa: tra le più famose, “la morte di Marat”, di Jacques-Louis David. Grande importanza ha anche la collezione di clavicembali dipinti del Museo degli Strumenti Musicali. Appuntamento ovviamente imperdibile soprattutto per i ragazzi è “Autoworld”, il museo dedicato alla storia dell’automobile dalla sua nascita verso la fine dell’Ottocento fino ai modelli più recenti, passando per modelli da competizione quali Ferrari, Bugatti e Audi, per citarne alcuni. Un po’ caro il biglietto ma la visita vale assolutamente l’intero costo per gli appassionati: una vera miniera di storia e di innovazione tecnica e meccanica. Ovviamente la città non offre solo musei: se si vive a Bruxelles per qualche tempo è d’obbligo visitare almeno una volta Ixelles, il quartiere africano, famoso per la sua vivacità soprattutto notturna e il grande numero di negozi. Famosissima è anche la parte bassa e più antica della città, in particolar modo la “Grand Place” (patrimonio dell’UNESCO), attorno a cui nei secoli passati le Corporazioni di Bruxelles (tuttora esistenti) hanno costruito le loro sedi, ovviamente con facciate decorate in oro e motivi scultorei; altri edifici attorno alla “Grand Place” sono l’antico palazzo del Re, la chiesa di S.Michele, con una bellissima torre civica, e uno dei ristoranti più famosi di Bruxelles, “Le Cygne”, noto anche per essere il luogo dove Karl Marx pubblicò per la prima volta “Il manifesto del Partito Comunista”, dato che in Germania non poteva certo pubblicarlo. Non lontano dalla piazza si trovano il celeberrimo “Manneken Pis”, diventato un simbolo della capitale, e il fantastico “Delirium”, la birreria più famosa, grande e, ovviamente, fornita di Bruxelles (disposta su tre livelli - Inferno, Purgatorio e Paradiso - a ricordare il mondo dantesco). Se Ixelles è un agglomerato di grandi negozi e centri commerciali per cacciatori di sconti, le “Galéries du Roi” sono per chi non ha paura di spendere: un’interminabile doppia fila di ristoranti famosi, gioiellerie e cioccolaterie rinomate. Dai Rolex da oltre cinquantamila euro alle pasticcerie che superano i duecento euro anche per “piccole” cose: sembra proprio non esserci limite al peggio per il portafoglio. Anche tra i palazzi di vetro del quartiere europeo qualcosa da vedere c’è… il monumentale “Parc du Cinquantenaire, a pochi minuti dal “Berlaymont Palace”, sede della Commissione: un enorme spazio verde con tanto di alberi chiuso da un lato da edifici e da un arco di trionfo del 1905. Luogo ideale per fare una passeggiata, prendere il sole o per provare a fare “qualche” compito. Un altro spazio verde sicuramente da visitare sono le magnifiche Serre Reali della regina (aperte solo una settimana all’anno, per fortuna che siamo capitati nel periodo giusto!): si trovano un po’ fuori città nel parco dell’attuale residenza dei reali belgi. Dire che sono immense, così come tutto il parco circostante è dire poco, dentro ci sono praticamente tutte la varietà di piante esotiche e non, attualmente conosciute. Giusto per non farsi mancare nulla, nella zona della residenza reale si trova anche il Quartiere Orientale e una fontana monumentale di Tritone, con una pagoda giapponese, museo cinese e pure un tempio cinese (questi edifici sono stati costruiti per volere del re dopo un suo viaggio in Estremo Oriente, rimanendo affascinato da questa cultura così diversa). Altro parco da visitare è il “Bois de la Cambre”, il più grande di Bruxelles. Esteso su un’area di circa dieci chilometri, ha al suo interno un grande lago, ideale per farci delle passeggiate intorno. Tra le cose da non perdere a Bruxelles non si può non citare l’”Happy Hour”, organizzato ogni giovedi in Place du Luxembourg, di fronte al Parlamento Europeo, con birre gratis e a metà prezzo. Da non sottovalutare è anche l’aspetto del cibo: pur basandosi esclusivamente sui carboidrati e i dolci la cucina belga ha molto da offrire, per esempio le tipiche patate fritte, cotte nello strutto anziché nell’olio (caloriche sì, ma ne vale la pena! Se proprio non avete limite al peggio con le calorie, provate la “Mitraillette”, un panino enorme con dentro patate fritte, carne di manzo ai ferri e tutto quello che volete!): anche queste nel quartiere europeo, a “Maison Antoine”, poco distante dalla Commissione; i celeberrimi “waffles”, venduti da numerose pasticcerie del centro e serviti caldi, principalmente con panna e cioccolato fuso (ma si può aggiungere tutto quello che si vuole); ancora una grande varietà di birre (oltre mille tipi diversi!), tra cui la chiara tipica di Bruxelles, che ne fanno del Belgio una delle capitali mondiali. Per finire, il cioccolato si può trovare un po’ dappertutto, in particolare da “Leonidas”, una catena di negozi che solo nella zona centrale di Bruxelles conta almeno trenta punti vendita.

 

CONCLUSIONE

Non riusciamo a trovare, o forse non ci sono nemmeno, le parole giuste per descrivere cosa ha rappresentato per noi quest’esperienza. In ventuno giorni abbiamo fatto di tutto, dall’ufficio alle lezioni, dal tempo libero alle varie spese e abbuffate in compagnia. Come gruppo abbiamo socializzato e ci siamo uniti moltissimo: drammatico e quasi inconcepibile è stato il momento del rientro e dei saluti. Non riusciamo a capacitarci che tutto sia finito e di essere ritornati nella solita realtà quotidiana noiosissima di Parma. Lo slogan “Qualcuno ci riporti là” è stato lanciato! Personalmente credo che ognuno di noi partecipanti rifarebbe quest’esperienza unica ed indescrivibile che ci ha formati innanzitutto come cittadini europei attivi e responsabili e che, in fondo in fondo, ha forse cambiato in maniera indelebile i nostri piani e progetti futuri. Veramente speciale!

I ragazzi di “We are Europe”, maggio 2019

 

Le foto mostrano gli studenti del Liceo Marconi in alternanza scuola-lavoro presso le Istituzioni comunitarie a Bruxelles dal 14 aprile al 4 maggio nell'ambito del progetto PON FSE PON-EM-2017-1 10.2.5B mobilità trasnazionale.

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